Fotovoltaico

Detrazione fotovoltaico 2026: 50% o 36%? Guida definitiva

Detrazione fotovoltaico 2026: installazione di pannelli solari sul tetto di una casa in un quartiere residenziale italiano

La detrazione fotovoltaico 2026 vale il 50% della spesa sull’abitazione principale di cui sei proprietario o titolare di un diritto reale. Vale il 36% in tutti gli altri casi. Il tetto è 96.000 euro per unità immobiliare, e recuperi tutto in 10 quote annuali uguali (Agenzia delle Entrate, guida ristrutturazioni edilizie, verificata il 16/08/2026). Dal 2027 le stesse aliquote scendono al 36% e al 30%. Quindi la data che conta non è quella dell’impianto acceso, ma l’anno in cui paghi la fattura.

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Sui prezzi di un impianto abbiamo una guida a parte. Qui si parla solo del fisco della detrazione fotovoltaico 2026.

Detrazione fotovoltaico 2026: chi ha diritto al 50% e chi resta al 36%?

Il 50% spetta solo a chi è proprietario, nudo proprietario, proprietario superficiario o titolare di un diritto reale di godimento, cioè usufrutto, uso o abitazione. L’immobile deve essere la tua abitazione principale, e il requisito vale al momento in cui iniziano i lavori (Agenzia delle Entrate, guida e scheda informativa ristrutturazioni edilizie, verificato il 16/08/2026). Il familiare convivente, l’affittuario e chi installa su una seconda casa restano al 36%, con lo stesso tetto.

Non è un dettaglio cosmetico. Sullo stesso impianto la detrazione fotovoltaico 2026 al 50% ti fa recuperare quasi il doppio del 36%. Per questo il titolo sull’immobile lo verifichi prima di firmare con l’installatore, non dopo.

Ecco cosa ti serve per il 50%:

  • Proprietà, nuda proprietà, proprietà superficiaria o diritto reale di godimento sull’immobile, già quando iniziano i lavori
  • Unità immobiliare adibita ad abitazione principale, non a seconda casa o a uso saltuario
  • Lavoro eseguito e fatturato a chi ha il titolo, non a un familiare convivente che non ce l’ha
  • Spesa entro il tetto di 96.000 euro per unità immobiliare (Agenzia delle Entrate, 16/08/2026): quello che eccede non è detraibile

Attenzione a un limite in più sulla detrazione fotovoltaico 2026, se hai un reddito alto. Sopra i 75.000 euro l’anno l’articolo 16-ter del TUIR mette un tetto complessivo a tutti gli oneri detraibili dell’anno, fotovoltaico compreso. Il tetto sta fra 8.000 e 14.000 euro (Agenzia delle Entrate, 16/08/2026), corretto con coefficienti da 0,50 a 1,00 secondo i figli a carico. Rientri in quella fascia? Fatti fare il conto esatto dal commercialista prima di mettere il 50% pieno nel budget.

L’accumulo, la batteria, rientra nella detrazione fotovoltaico 2026?

Sì, e in entrambi i casi. Vale se metti la batteria insieme all’impianto, e vale se la aggiungi dopo su un impianto già esistente. L’Agenzia delle Entrate lo ha chiarito nella Circolare 7/E del 27/04/2018: il sistema di accumulo è un elemento funzionalmente collegato all’impianto. Il tetto resta unico, 96.000 euro per unità immobiliare (Agenzia delle Entrate, 16/08/2026), condiviso con l’impianto e con gli altri lavori agevolati.

Una sola esclusione da conoscere. Con la Circolare 13/E l’Agenzia ha precisato che la batteria aggiunta dopo non è detraibile se l’impianto a cui la colleghi non aveva diritto al bonus, perché godeva delle tariffe incentivanti del Conto Energia.

La batteria va comunque comunicata a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo, dal portale dedicato. Il portale è cambiato il 22/01/2026 (ENEA, comunicato ufficiale) e, secondo la stampa di settore, ha riaperto dopo un fermo tecnico il 25/06/2026. Hai finito i lavori nel mezzo? Guarda sul portale da quale data ripartono i tuoi 90 giorni, perché un fermo tecnico sposta i termini per chi sta a cavallo.

Un’altra voce che il bonus non copre è la manutenzione ordinaria dopo l’impianto acceso: pulizia dei pannelli, cambio inverter a fine vita, monitoraggio a pagamento. Ne abbiamo fatto un elenco a parte, utile da leggere prima di firmare il preventivo.

Quanto si recupera in euro: il conto su un impianto da 6 kWp

Su un 6 kWp il costo chiavi in mano oggi va da 9.480 a 11.100 euro. Il conto parte dal range di 1.580-1.850 euro per kWp installato, lo stesso parametro che alimenta il nostro calcolatore (comparazione di 11 operatori e rilevazione presso installatori, verificate il 22/07/2026).

Su quella base, con l’abitazione principale e il 50%, recuperi in tutto da 4.740 a 5.550 euro. Tornano indietro in 10 quote da circa 474 a 555 euro l’anno. Con il 36% scendi a 3.410-4.000 euro totali, cioè quote da 341 a 400 euro l’anno (stima su dati di mercato raccolti da noi, 22/07/2026).

Quello sopra è un prezzo medio di mercato, non il tuo. La cifra vera la decide la fattura del tuo installatore. E la regola da tenere a mente quando arriva il preventivo è più corta del range: ogni 10.000 euro che spendi tornano indietro come 5.000 euro con il 50% e 3.600 euro con il 36%, spalmati su dieci anni (calcolo diretto sulle aliquote dell’Agenzia delle Entrate, 16/08/2026).

Sul preventivo, poi, guarda l’IVA prima del totale. Su pannelli, inverter, batterie, cavi e strutture di un impianto domestico si applica il 10% e non il 22%, come prevede il DPR 633/1972, tabella A parte III.

Una nota di onestà. Le fonti secondarie indicano due punti diversi della tabella: 127-quinquies per alcune, 127-sexies per altre. L’aliquota al 10% la confermano tutte, il riferimento puntuale no. Quello resta da verificare, e non lo scriviamo come certo.

Documenti per la detrazione fotovoltaico 2026: fattura, ricevuta del bonifico parlante e scheda tecnica su un tavolo
I documenti che tengono in piedi la detrazione: fattura con IVA agevolata, ricevuta del bonifico parlante e scheda tecnica dell’impianto.

Bonifico parlante e comunicazione ENEA: cosa serve per non perdere tutto?

La detrazione fotovoltaico 2026 si perde con un pagamento sbagliato: paga con un bonifico parlante. In causale deve comparire il riferimento normativo del bonus, il tuo codice fiscale e il codice fiscale o la partita IVA di chi incassa. Senza questi tre elementi la banca esegue lo stesso il bonifico, ma quel pagamento non ti dà diritto a nulla. Vale anche se i lavori sono perfetti.

Prima di firmare, controlla che il preventivo elenchi già le voci che ti serviranno in dichiarazione dei redditi: importo dei materiali, importo della manodopera separato, dati dell’installatore. Ne parliamo nel dettaglio nella nostra guida alle voci da controllare nel preventivo.

Per non perdere il bonus ti servono questi documenti, tutti, conservati per almeno dieci anni:

  • Fattura con IVA agevolata al 10% e manodopera indicata separatamente
  • Ricevuta del bonifico parlante, con la causale corretta e leggibile
  • Conferma di invio dei dati a ENEA entro i 90 giorni
  • Documenti tecnici dell’impianto (scheda dei moduli, dichiarazione di conformità)
  • Visura catastale o altro titolo che provi la proprietà o il diritto reale sull’immobile

Detrazione fotovoltaico o Reddito Energetico Nazionale: si possono sommare?

No, non sullo stesso impianto. Il GSE tratta il Reddito Energetico Nazionale come alternativo agli altri incentivi pubblici sulla stessa spesa, bonus fiscale compreso. Hai l’ISEE sotto i 15.000 euro, o sotto 30.000 con almeno quattro figli a carico? Allora scegli una delle due strade, non le sommi (GSE, pagina Reddito Energetico Nazionale, consultata il 16/08/2026).

Il 50% e il 36% restano invece cumulabili con il Ritiro Dedicato per l’energia che immetti in rete, e con gli incentivi delle Comunità Energetiche Rinnovabili. Sullo stato reale del bando 2026 e su chi può ancora accedervi, trovi l’aggiornamento nella nostra pagina sul Reddito Energetico.

Tabella comparativa: le aliquote della detrazione fotovoltaico 2026 e 2027

Spese sostenute nel Abitazione principale Altri immobili Tetto di spesa Recupero Fonte
2026 50% 36% 96.000 € per unità 10 quote annuali Agenzia delle Entrate, 16/08/2026
2027 36% 30% 96.000 € per unità 10 quote annuali Agenzia delle Entrate, 16/08/2026

Il tetto della detrazione fotovoltaico 2026 resta lo stesso anche nel 2027. Cambiano solo le due percentuali, ed entrambe scendono. Hai già un preventivo pronto e il titolo sull’immobile in ordine? Allora non hai un motivo fiscale per rimandare: con le norme di oggi, il 2026 è l’ultimo anno al 50% sull’abitazione principale.

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La detrazione fotovoltaico 2026 si calcola sulla spesa che pagherai davvero, e quella dipende da tetto, orientamento e consumi di casa tua.

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Domande frequenti

La detrazione fotovoltaico 2026 spetta anche se non sono proprietario di casa?

No, non al 50%. Quella percentuale è riservata a chi è proprietario, nudo proprietario o titolare di un diritto reale di godimento sull’abitazione principale. Chi vive in affitto o è un familiare convivente senza titolo può avere solo il 36%, con lo stesso tetto di 96.000 euro (Agenzia delle Entrate, 16/08/2026).

Cosa succede se installo il fotovoltaico su una seconda casa?

Si applica il 36%, non il 50%, con lo stesso tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare e lo stesso recupero in 10 quote annuali (Agenzia delle Entrate, 16/08/2026). La procedura non cambia, cambia solo la percentuale detraibile.

La batteria di accumulo aggiunta dopo ha diritto alla detrazione?

Sì. Il bonus copre l’accumulo sia quando lo installi insieme all’impianto sia quando lo aggiungi dopo su un impianto già esistente, perché è un elemento funzionalmente collegato (Agenzia delle Entrate, Circolare 7/E del 27/04/2018). Fa eccezione l’impianto che gode di tariffe incentivanti del Conto Energia. La batteria va comunque comunicata a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo.

Posso avere insieme la detrazione fiscale e il Reddito Energetico Nazionale?

No, non sullo stesso impianto. Il GSE considera il Reddito Energetico alternativo agli altri incentivi pubblici sulla stessa spesa, compreso il bonus fiscale, mentre resta compatibile con il Ritiro Dedicato.

Cosa devo conservare per non perdere la detrazione?

La fattura con IVA agevolata e la manodopera indicata separatamente, la ricevuta del bonifico parlante con la causale corretta, la conferma di invio dei dati a ENEA e i documenti tecnici dell’impianto. Senza uno di questi, il fisco può contestarti il bonus anche se i lavori sono stati fatti correttamente.


Fonti

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