Fotovoltaico

Fotovoltaico a costo zero e noleggio: cosa dice davvero il contratto

Mano che tiene una penna sopra una risma di fogli bianchi appoggiata su un tavolo di legno

Ti chiamano e ti promettono un «impianto fotovoltaico a costo zero». Non è un regalo: è il nome commerciale di un meccanismo preciso. Quasi sempre un noleggio operativo o una locazione, spesso legata a un finanziamento, dove l’impianto resta dell’azienda per anni e tu paghi una rata al posto della bolletta.

Non è un’espressione vietata, ma nasconde condizioni da leggere una per una: chi è proprietario, cosa succede se vendi casa, chi paga la manutenzione e quanti giorni hai per tornare indietro secondo il Codice del Consumo (segnalazioni ADUC, agosto 2026).

Telefono a faccia in giù su un tavolo di cucina, dopo una telefonata su un'offerta di fotovoltaico a costo zero, con blocco note e tazzina di caffè accanto

Fotovoltaico a costo zero: le tre formule dietro il nome

Dietro «fotovoltaico a costo zero» ci sono tre formule commerciali distinte, non un’offerta unica. Il noleggio operativo. La locazione con riscatto finale, che chiamano anche locazione finanziaria. E il finanziamento collegato al contratto di vendita, presentato a volte come coperto dal risparmio in bolletta o da un bonus fiscale.

Nessuna delle tre formule di fotovoltaico a costo zero è un regalo: qualcuno paga sempre, con un canone o con una rata.

  • Noleggio operativo. L’azienda resta proprietaria e tu paghi un canone mensile per usare l’impianto, come per un’auto a noleggio. A fine contratto l’impianto se lo smontano, oppure il canone continua: dipende dalla clausola scritta.
  • Locazione con riscatto. Paghi un canone per anni. Alla scadenza diventi proprietario versando una rata di riscatto. Se non la paghi, l’impianto resta a chi te lo ha noleggiato.
  • Finanziamento collegato al contratto di vendita. Compri l’impianto con un prestito intestato a te, spesso erogato da una finanziaria diversa dall’installatore. Qui il «fotovoltaico a costo zero» è la promessa, non sempre verificata, che la rata sia coperta dal risparmio in bolletta o da un bonus fiscale.

Nel 2026 la terza formula di fotovoltaico a costo zero ha un limite che ti conviene conoscere prima di firmare. La detrazione sul fotovoltaico vale il 50% sull’abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, con tetto di spesa 96.000 euro. E si recupera solo come sconto sulle tasse, in 10 rate annuali.

Cessione del credito e sconto in fattura non esistono più per il fotovoltaico nel 2026 (fonti concordanti: idealista.it, 10/06/2026, e myenergy.it). Un venditore ti promette di «pagarti» l’impianto girando il bonus fiscale a un’azienda? Ti sta descrivendo un meccanismo che oggi la legge non permette.

Chi resta proprietario dell’impianto nel fotovoltaico a costo zero

Con noleggio e locazione la proprietà resta quasi sempre dell’azienda che ha installato, non tua. Passa a te solo con un riscatto finale scritto nel contratto. E se vendi l’immobile prima della scadenza, il contratto non si scioglie da solo: o lo trasferisci al nuovo proprietario col suo consenso, o lo estingui anticipando le rate residue. Dipende dalla clausola che hai firmato.

Compri casa con un fotovoltaico a costo zero già installato? Insieme all’impianto erediti un vincolo. Prima di chiudere l’acquisto fatti mostrare il contratto originale. Controlla quante rate mancano e a quali condizioni puoi subentrare.

Vale anche il contrario. Stai per firmare un «fotovoltaico a costo zero» e pensi di vendere casa nei prossimi anni? Chiedi per iscritto cosa succede in quel caso, prima di firmare e non dopo.

Acquisto, noleggio e fotovoltaico a costo zero a confronto

Le tre strade si distinguono su quattro punti, e contano più del nome commerciale. Chi è proprietario. Quanto dura l’impegno. Chi paga la manutenzione. Cosa ti resta alla fine.

Il confronto lo fai su questi quattro punti, non sul totale in euro che ti annunciano al telefono.

Formula Proprietà impianto Durata tipica Manutenzione A fine contratto
Acquisto diretto (anche con detrazione 50%/36%) Tua dal primo giorno Nessun vincolo di durata A tuo carico, coperta dalle garanzie del produttore L’impianto resta tuo, nessuna scadenza da rispettare
Noleggio operativo Dell’azienda noleggiante Di norma 10-20 anni, scritta nel contratto Di norma inclusa nel canone, va verificata voce per voce L’impianto viene smontato o il canone prosegue, dipende dalla clausola
Locazione con riscatto: il fotovoltaico a costo zero con finanziamento Del finanziatore fino al riscatto Di norma 10-20 anni Spesso a tuo carico dopo i primi anni, da leggere nel contratto Diventa tua solo pagando la rata di riscatto finale

Ecco perché nel fotovoltaico a costo zero la rata mensile più bassa non è automaticamente l’offerta migliore. Un canone di noleggio contenuto per 20 anni può costarti più dell’acquisto diretto con detrazione fiscale. Basta che nessuno sommi tutte le rate fino alla fine.

Il finanziamento collegato al fotovoltaico a costo zero

Quando il contratto di vendita e quello di finanziamento sono legati fra loro, la legge li tratta come un’unica operazione. È il «contratto di credito collegato», definito dall’articolo 121, comma 1, lettera d, del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993). Recedi dal contratto di vendita nei termini di legge? Allora il finanziamento si scioglie da solo, senza penali, per effetto dell’articolo 125-quinquies dello stesso Testo Unico.

Il caso più delicato è un altro: l’impianto che non arriva nei tempi promessi, o non arriva affatto. L’articolo 125-quinquies TUB ti chiede prima di mettere in mora il fornitore per iscritto. Poi, se l’inadempimento è grave secondo l’articolo 1455 del Codice civile, puoi chiedere la risoluzione del contratto di finanziamento.

A quel punto la finanziaria ti restituisce le rate già pagate. E recupera lei stessa quanto hai versato al fornitore. Tu non devi restituire nulla di quello che hai già dato all’installatore che non ha lavorato.

Il diritto di ripensamento sul fotovoltaico a costo zero

Hai firmato fuori da un negozio, al telefono o durante una visita a domicilio? Il Codice del Consumo (articolo 52) ti dà 14 giorni per recedere, senza spiegare il motivo e senza costi. Diventano 30 giorni se la visita a domicilio non l’avevi chiesta tu. Il termine parte dalla firma per i contratti di servizio, dalla consegna per i beni.

Il recesso lo comunichi per iscritto prima della scadenza, anche con un modulo semplice o una email. Conta la data di invio, non quella in cui l’azienda lo riceve (articolo 54 del Codice del Consumo). L’azienda non ti informa affatto di questo diritto, come invece la legge le impone? Allora il termine si allunga fino a 12 mesi (articolo 53). Una volta esercitato il recesso, il rimborso ti arriva entro 14 giorni (articolo 57).

Un punto da sapere prima di firmare. Il venditore ti dice che, avendo già iniziato l’installazione, non puoi più recedere? Per le vendite concluse con visite non richieste a domicilio o per telefono questo non è vero. L’eccezione che il Codice del Consumo prevede in generale per i servizi già eseguiti (articolo 59, comma 1) qui non si applica (articolo 59, comma 1-bis). Il diritto di recesso resta, anche a lavori iniziati.

Cosa ha sanzionato l’Antitrust sul fotovoltaico a costo zero

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha già giudicato scorretta questa vendita, in un caso specifico e verificabile. È il provvedimento n. 26106 del 6 luglio 2016 (procedimento PS9699), contro l’allora Gruppo Green Power S.p.A. Le contestazioni: informazioni ingannevoli sui risparmi promessi, e un ostacolo al diritto di recesso sotto forma di penale pari al 25% del valore dell’impianto.

Il provvedimento del 2016 fissava la sanzione in 640.000 euro. Nel 2024 il Consiglio di Stato, sezione VI, con la sentenza n. 2666 pubblicata il 19 marzo 2024, ha accolto l’appello della società sul solo importo.

Con la delibera n. 31171 del 10 aprile 2024 l’Autorità ha rideterminato la sanzione in 320.000 euro. Sono le cifre scritte nella delibera, letta per intero l’11 agosto 2026.

Una precisazione che riguarda noi, ed è giusto scriverla qui. Nella delibera del 2024 si legge che la società sanzionata nel 2016, allora Gruppo Green Power S.p.A., è oggi Alperia Green Future S.r.l.. Alperia è uno dei fornitori del nostro comparatore, ed è anche uno di quelli che ci riconoscono una commissione, come dichiariamo nella pagina Come guadagniamo.

Riportiamo il caso lo stesso, con i numeri esatti e con la riduzione ottenuta in appello. Un provvedimento pubblico non si tace per convenienza. E va detto con la stessa precisione che i fatti contestati sono del 2016, riguardano la vendita di impianti a domicilio, e non le offerte luce e gas che confrontiamo oggi.

Il caso mostra lo schema che l’Autorità ha bocciato: promessa di risparmio non verificabile, richiami visivi a un marchio energetico noto per creare fiducia, penale di recesso pensata per scoraggiare chi vuole tornare indietro. Non vuol dire che chiunque proponga oggi un fotovoltaico a costo zero commetta lo stesso illecito. Vuol dire che quello schema è già stato bocciato una volta, con nome, data e numero di provvedimento che chiunque può controllare sul sito dell’AGCM.

Le domande da fare prima di firmare un fotovoltaico a costo zero

Il modo più veloce per capire se un’offerta di fotovoltaico a costo zero è onesta è farle rispondere a domande precise. Per iscritto, prima di firmare qualsiasi documento. Chi resta proprietario, quanto dura l’impegno, cosa succede se vendi casa, quanti giorni hai per ripensarci. Una risposta vaga o rimandata è già una risposta.

  1. Chi è il proprietario dell’impianto durante il contratto, e chi lo diventa alla fine?
  2. Qual è la durata esatta del contratto, in anni, scritta nero su bianco?
  3. Cosa succede se vendo casa prima della scadenza: il contratto si trasferisce o va estinto?
  4. Chi paga la manutenzione, il lavaggio dei pannelli e la sostituzione dell’inverter?
  5. C’è una polizza assicurativa inclusa, e chi la paga?
  6. Da quando decorrono i 14 giorni per il ripensamento, e come li esercito per iscritto?
  7. C’è una penale se recedo o se chiudo il contratto in anticipo, e di che importo?
  8. Il contratto di finanziamento è collegato a quello di vendita, o sono due contratti separati?
  9. Chi si occupa delle pratiche verso GSE e distributore, ed è incluso nel canone?
  10. Cosa dice il contratto se l’impianto non arriva nei tempi promessi?

I segnali di allarme nel contratto di fotovoltaico a costo zero

Nel fotovoltaico a costo zero i segnali che contano non stanno nei modi del venditore. Stanno nelle righe del contratto che ti chiede di firmare. Una penale di recesso sproporzionata.

Un termine che parte dalla proposta invece che dall’accettazione dell’azienda. Richiami a marchi energetici noti che il contratto non cita come parte. E la parola «gratis» senza un numero accanto.

  • Penale di recesso pari a una percentuale alta del valore dell’impianto: nel caso sanzionato dall’AGCM era il 25%.
  • Termine per recedere che parte dalla firma della «proposta» e non dall’accettazione formale dell’azienda, mai comunicata al cliente.
  • Loghi o riferimenti a fornitori di energia noti, usati per dare l’idea di un rapporto che il contratto non prevede.
  • La parola «gratis» o «fotovoltaico a costo zero» senza il canone mensile, la durata e il nome del proprietario accanto.
  • Nessun riferimento scritto al diritto di recesso di 14 giorni, o modulo di recesso non allegato.
  • Firma richiesta nella stessa visita o telefonata, senza lasciarti il tempo di leggere il contratto a casa.

Confronta prima di firmare un fotovoltaico a costo zero

Prima di firmare un fotovoltaico a costo zero, fatti un’idea di cosa costerebbe lo stesso impianto comprato subito, con la detrazione in vigore nel 2026. Il calcolatore fotovoltaico di Wattora ti dà una stima di riferimento su taglia e risparmio, prima di parlare con qualsiasi venditore.

Hai già un preventivo in mano? La nostra guida su le voci da controllare in un preventivo fotovoltaico elenca cosa manca spesso nel prezzo esposto e quali garanzie minime chiedere. E per capire se, sui tuoi consumi, l’impianto si ripaga davvero, la pagina su quanto conviene il fotovoltaico nel 2026 mostra il tempo di rientro reale, non quello del marketing.

Domande frequenti

Il fotovoltaico a costo zero è davvero gratis?

No, in nessuna delle formule diffuse sul mercato. È un noleggio, una locazione o un finanziamento con un nome commerciale: qualcuno paga sempre, con un canone mensile o con una rata di riscatto finale, e il contratto va letto voce per voce prima di firmare.

Chi è proprietario dell’impianto con il fotovoltaico a costo zero?

Quasi sempre l’azienda o il finanziatore, non tu, fino a un eventuale riscatto finale scritto nel contratto. La proprietà passa a te solo se il contratto lo prevede esplicitamente e solo dopo aver pagato quanto richiesto.

Quanti giorni ho per ripensarci dopo aver firmato per telefono o a domicilio?

14 giorni, che diventano 30 se la visita a domicilio non era stata richiesta da te (articolo 52 del Codice del Consumo). Se l’azienda non ti informa di questo diritto, il termine si allunga fino a 12 mesi.

Se ho firmato e l’installazione è già iniziata, posso ancora recedere?

Sì. Per i contratti conclusi con visite non richieste a domicilio o per telefono, l’articolo 59 del Codice del Consumo esclude che l’azienda possa usare l’inizio dei lavori per negarti il recesso: quell’eccezione, prevista in generale per i servizi già eseguiti, non si applica a questo tipo di vendita.

Cosa succede al finanziamento se l’impianto non viene installato?

Se il contratto di vendita e quello di credito sono collegati, dopo aver messo in mora il fornitore senza risultato puoi chiedere la risoluzione del finanziamento (articolo 125-quinquies del Testo Unico Bancario): il finanziatore ti restituisce le rate pagate e recupera lui stesso quanto hai versato al fornitore.

Posso vendere casa se ho un impianto in noleggio o locazione?

Sì, ma il contratto non si scioglie da solo: va trasferito al nuovo proprietario con il suo consenso, oppure estinto anticipando le rate residue, secondo la clausola specifica scritta nel tuo contratto.

Nota sulla trasparenza: gli articoli di legge citati in questa pagina (Codice del Consumo, D.Lgs. 206/2005, artt. 52-59, e Testo Unico Bancario, D.Lgs. 385/1993, artt. 121 e 125-quinquies) li abbiamo verificati sulle riproduzioni ufficiali del testo su Gazzetta Ufficiale e Brocardi, non ricostruiti a memoria.

Il provvedimento AGCM n. 26106/2016 e la rideterminazione con delibera n. 31171/2024 li abbiamo letti sul sito dell’Autorità e su fonti giornalistiche di settore concordanti.

La statistica «il 60% dei contratti fotovoltaici è una truffa», che circola ancora su alcuni siti, risale a un articolo del 2017 privo di fonte interna verificabile. Non la riportiamo: non è un dato, è un numero senza origine.

Controllo prezzo · dati letti alla fonte

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