Nel 2022 il PUN ha toccato il picco storico, quasi otto volte la media del 2020 (medie dei valori mensili, fonte qui sotto). Chi aveva una tariffa variabile ha visto la componente energia della bolletta salire di pari passo. Chi aveva un prezzo fisso firmato prima dei rincari ha pagato lo stesso prezzo unitario per tutta la durata del contratto: l’importo in bolletta dipende comunque dai consumi. Il dato più recente, il PUN medio di settembre 2026, vale 0,2075 €/kWh (Fonte: ARERA, corrispettivo CELD del Servizio a tutele graduali diviso 1,10, elaborazione Wattora · licenza CC BY-SA 4.0): la domanda resta la stessa, tariffa fissa o variabile? Dipende da quando firmi e da quanto rischio accetti.
Fonte: Portale Offerte (Acquirente Unico), open data, prezzi storici degli indici, file letto 06/10/2026.
Indice dei contenuti
- Tariffa fissa o variabile: il verdetto, quando conviene la fissa e quando la variabile
- Tariffa fissa o variabile: cosa è successo nel 2021–2023
- Tariffa fissa o variabile: come funziona il prezzo fisso
- Come funziona la tariffa a prezzo variabile (PUN/TTF)
- Oltre la tariffa fissa o variabile: il prezzo indicizzato con cap
- Domande frequenti
Tariffa fissa o variabile: il verdetto, quando conviene la fissa e quando la variabile
Il verdetto dipende dal momento in cui firmi: la tariffa fissa conviene quando i prezzi all’ingrosso sono bassi e vuoi una bolletta prevedibile per 12 o 24 mesi, la variabile conviene quando il mercato è alto e ti aspetti che scenda, oppure quando vuoi poter cambiare fornitore senza penali. La tabella qui sotto mette a confronto le due opzioni.
| Tariffa Fissa | Tariffa Variabile | |
|---|---|---|
| Prevedibilità spesa | Alta: sai esattamente quanto pagherai | Bassa: dipende dal mercato |
| Protezione dai rialzi | Sì: il prezzo è bloccato | No: se il mercato sale, paghi di più |
| Beneficio dai ribassi | No: il prezzo rimane bloccato anche se scende | Sì: se il mercato scende, paghi meno |
| Prezzo al momento del contratto | Solitamente leggermente più alto del variabile | Solitamente più basso al momento della firma |
| Flessibilità | Minore: penali se esci prima della scadenza | Maggiore: spesso uscita libera |
| Durata tipica | 12 o 24 mesi | Contratto a tempo indeterminato o 12 mesi |
| Adatto a | Chi vuole certezza e prevede rialzi | Chi prevede ribassi o vuole flessibilità |

Quando conviene il prezzo fisso
Tra tariffa fissa o variabile, il fisso conviene in questi scenari:
- Prezzi bassi nel momento della firma: blocchi un prezzo favorevole e sei protetto dai rialzi futuri.
- Vuoi prevedibilità di budget: aziende, professionisti e famiglie che vogliono sapere esattamente quanto spenderanno per energia nei prossimi 12–24 mesi.
- Periodo incerto: tensioni geopolitiche, inverno freddo in arrivo, situazioni che storicamente hanno portato a rialzi delle commodity energetiche.
- Consumo elevato: più consumi, più amplifica la differenza tra fisso e variabile. Una stima di esempio su tariffa fissa o variabile: con 5.000 kWh l’anno, 0,02 €/kWh di differenza valgono 100 euro.
Attenzione alle penali di uscita anticipata: alcune offerte fisse prevedono costi se cambi fornitore prima della scadenza. Per dettagli sulle penali legittimate e quelle che puoi contestare, leggi penale cambio fornitore.
Quando conviene il prezzo variabile
Tra tariffa fissa o variabile, la seconda conviene in questi scenari:
- Prezzi alti nel momento della firma: se il mercato è già alto e prevedi che scenda, benefici del ribasso invece di bloccare un prezzo di picco per 12–24 mesi.
- Vuoi flessibilità: le offerte variabili spesso non hanno penali di uscita anticipata.
- Consumi bassi: con consumi bassi l’impatto dell’oscillazione di prezzo è limitato in valore assoluto.
- Sei disposto a monitorare il mercato: se segui l’andamento del PUN e sei pronto a cambiare fornitore quando i prezzi salgono, la variabile può darti un vantaggio strutturale.
Vuoi vedere le offerte reali a tariffa fissa o variabile? Il comparatore di Wattora.it mostra le proposte di entrambe le tipologie per la tua zona.
Tariffa fissa o variabile: cosa è successo nel 2021–2023
Il triennio 2021-2023 è il caso pratico più istruttivo degli ultimi vent’anni per capire cosa significa scegliere tra tariffa fissa o variabile: secondo gli open data sugli indici citati sotto la tabella, il PUN in media sui valori mensili è salito di quasi otto volte dal 2020 al 2022, per poi scendere di oltre la metà nel 2023. Ecco l’andamento anno per anno del prezzo all’ingrosso dell’elettricità in Italia, letto sui valori mensili di quella fonte:
| Anno | Andamento del PUN (media dei valori mensili) | Cosa ha voluto dire per chi era sul variabile |
|---|---|---|
| 2020 | Il livello più basso della serie | Bolletta leggera: il variabile conveniva |
| 2021 | Più che triplicato rispetto al 2020 | Arrivano i primi rincari forti |
| 2022 | Picco storico, quasi otto volte il 2020 | Il rincaro più pesante: chi aveva firmato un fisso prima era protetto |
| 2023 | Più che dimezzato rispetto al 2022 | Il variabile torna a seguire un mercato in calo |
| 2024 | Ancora in calo | Fase favorevole a chi era sul variabile |
| 2025 | In leggera risalita | Oscillazioni contenute rispetto agli anni della crisi |
| Ultimo dato | PUN medio di settembre 2026: 0,2075 €/kWh | Il metro con cui confrontare il prezzo fisso che ti propongono |
Fonte: Portale Offerte (Acquirente Unico), open data, prezzi storici degli indici, file letto 06/10/2026. Andamento letto da Wattora sulle medie dei valori mensili del PUN. Ultimo dato: Fonte: ARERA, corrispettivo CELD del Servizio a tutele graduali diviso 1,10, elaborazione Wattora · licenza CC BY-SA 4.0. Le medie annue non mostrano le punte: secondo la stessa fonte il mese più caro della serie è stato agosto 2022, quasi il doppio della già altissima media di quell’anno.
Cosa è successo concretamente:
- Chi aveva una tariffa variabile nel 2022 ha pagato la parte “materia energia” su un prezzo all’ingrosso quasi otto volte quello del 2020
- Chi nel dubbio tra tariffa fissa o variabile aveva firmato un prezzo fisso a inizio 2021, prima dei rincari, ha pagato la componente energia allo stesso importo per tutta la durata di quel prezzo
- Chi aveva un fisso firmato durante il picco 2022 (magari dopo aver già subito l’aumento) ha bloccato un prezzo altissimo e ha perso il ribasso del 2023
La morale sulla tariffa fissa o variabile: il fisso protegge dai rialzi ma ti “intrappola” se blocchi durante un picco. Il timing conta tantissimo.
Se sei curioso di come si è comportata la tua bolletta negli anni scorsi, leggi perché la bolletta luce è aumentata.
Tariffa fissa o variabile: come funziona il prezzo fisso
Con una tariffa a prezzo fisso il costo per ogni kWh (luce) o Smc (gas) si stabilisce alla firma e resta invariato per tutta la durata del contratto, solitamente 12 o 24 mesi, qualunque cosa faccia nel frattempo il mercato all’ingrosso.
Cosa significa in pratica:
- Se il mercato sale dopo la firma, continui a pagare il prezzo bloccato più basso
- Se scende, continui a pagare quello bloccato più alto e il fornitore “guadagna” la differenza
- A parità di stagione la bolletta è prevedibile: consumi uguali, bolletta uguale
Il prezzo fisso porta un piccolo premio di rischio rispetto al variabile: il fornitore ti copre dal rialzo e in cambio ti chiede qualcosa in più del prezzo spot corrente.
Attenzione: “prezzo fisso” si riferisce alla componente energia (materia prima). Le altre componenti della bolletta, trasporto, oneri di sistema, imposte, cambiano sempre in base alle delibere ARERA, anche su una tariffa “fissa”. Per capire come è composta la bolletta, leggi come leggere la bolletta della luce.
Come funziona la tariffa a prezzo variabile (PUN/TTF)
Con una tariffa a prezzo variabile il prezzo che paghi per l’energia cambia periodicamente, solitamente ogni mese o ogni trimestre, in base all’andamento del mercato all’ingrosso. L’indice di riferimento è il PUN per la luce e il TTF o il PSV per il gas, e il fornitore ci aggiunge uno spread fisso che rappresenta il suo guadagno.
Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è la media dei prezzi delle transazioni sull’elettricità nelle borse energetiche italiane (GME). Il TTF è l’hub olandese di riferimento europeo per il gas, il PSV il Punto di Scambio Virtuale italiano.
Come funziona in pratica:
- Il fornitore applica un spread fisso sopra il PUN/TTF: es. “PUN + 0,01 €/kWh”
- Lo spread resta fisso, il PUN/TTF fluttua
- Ogni mese (o trimestre) ricevi una notifica o vedi in bolletta il nuovo prezzo applicato
Per capire come funziona il PUN e come incide sulla tua bolletta, leggi cos’è il PUN.
Oltre la tariffa fissa o variabile: il prezzo indicizzato con cap
Alcuni fornitori propongono una via di mezzo: un prezzo indicizzato al PUN/TTF con un tetto massimo, il cap. Il prezzo segue il mercato quando scende, così paghi meno, ma non può superare la soglia prefissata: sei protetto dai picchi estremi come quello del 2022 e resti agganciato ai ribassi.
Il compromesso è che il prezzo di partenza è solitamente più alto rispetto a un variabile puro, perché il fornitore prezza il “costo della copertura” del cap.
Non tutti i fornitori la propongono: il comparatore ti mostra chi la offre e a che condizioni nella tua zona.
La scelta del tipo di tariffa si intreccia con quella tra monoraria e bioraria: per la guida su quel tema, leggi monoraria o bioraria. Per capire come scegliere il fornitore migliore nel complesso, leggi come scegliere il fornitore.
- Tariffa fissa = prezzo bloccato per 12–24 mesi. Certezza ma nessun beneficio se il mercato scende.
- Tariffa variabile = prezzo segue PUN (luce) o TTF/PSV (gas). Può salire o scendere ogni mese.
- Nel 2022 il PUN ha toccato il picco storico, con agosto come mese più caro della serie: chi era sul variabile ha subito aumenti enormi. Fonte: Portale Offerte (Acquirente Unico), open data, prezzi storici degli indici, file letto 06/10/2026.
- Il fisso è più conveniente se firmato in un momento di prezzi bassi, non durante un picco.
- Esiste anche l’opzione “indicizzato con cap”: segue il mercato al ribasso ma ha un tetto massimo.
Tariffa fissa o variabile, o indicizzata con cap: conta la scelta, e conta ancora di più il fornitore. Confronta le offerte disponibili nella tua provincia.
Fonti e ultima verifica
I dati sul PUN e sul confronto storico fra tariffa fissa o variabile citati in questo articolo vengono dagli open data sugli indici elencati qui sotto, mentre le regole sulle altre componenti di bolletta vengono dalle delibere ARERA. I valori del PUN sono stati letti 06/10/2026 dal file open data indicato qui sotto. Il resto del contenuto viene riletto quando le due fonti pubblicano un aggiornamento.
- Prezzo dell’energia all’ingrosso (PUN): Portale Offerte (Acquirente Unico), open data, prezzi storici degli indici, file CSV, colonna PUN. Medie annue calcolate da Wattora sui valori mensili.
- Componenti regolate della bolletta: ARERA, arera.it, link citato nell’articolo, e comunicato ARERA sulle condizioni di Maggior Tutela del II trimestre 2026, letto il 16/10/2026.
Domande frequenti
Cosa significa tariffa a prezzo fisso?
Una tariffa a prezzo fisso garantisce un prezzo per kWh (luce) o per Smc (gas) bloccato per tutta la durata del contratto, solitamente 12 o 24 mesi. Non cambia anche se il mercato all’ingrosso aumenta. Il rischio è che, se il mercato scende, continui a pagare il prezzo bloccato più alto.
Cosa significa tariffa a prezzo variabile?
Una tariffa a prezzo variabile indicizza il prezzo dell’energia al mercato all’ingrosso: PUN per la luce (Prezzo Unico Nazionale), TTF o PSV per il gas. Il prezzo cambia mensilmente o trimestralmente. Se il mercato scende paghi meno, se sale paghi di più.
Cosa è successo con le tariffe variabili nel 2022?
Nel 2022 la crisi energetica ha moltiplicato il PUN di quasi otto volte rispetto alla media del 2020, con agosto come mese più caro della serie (medie dei valori mensili). Fonte: Portale Offerte (Acquirente Unico), open data, prezzi storici degli indici, file letto 06/10/2026. Chi aveva una tariffa variabile ha visto la componente energia della bolletta seguire il PUN. Chi aveva una tariffa fissa stipulata prima dell’aumento ha pagato quella componente allo stesso importo per tutta la durata del contratto.
Nel 2026 conviene la tariffa fissa o variabile?
Nel 2026 i prezzi si sono normalizzati rispetto ai picchi del 2022. Le tariffe fisse offrono certezza di spesa per 12–24 mesi. Le tariffe variabili possono essere più convenienti in fasi di prezzi bassi ma portano incertezza. La scelta dipende dalla tua avversione al rischio e dalla durata del contratto che stai valutando.
Esiste una terza opzione oltre alla tariffa fissa o variabile?
Sì. Alcune offerte propongono un prezzo indicizzato con cap (tetto massimo): il prezzo segue il mercato al ribasso ma non può superare una soglia prefissata. È una via di mezzo che protegge dai picchi mantenendo i benefici di un mercato in calo.
Hai capito la differenza tra tariffa fissa o variabile: resta da confrontare le offerte reali. Il comparatore gratuito di Wattora.it ti mostra quelle disponibili oggi nella tua zona.
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