Il PUN, il Prezzo Unico Nazionale, è il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia: si forma ora per ora nelle aste del GME, che ne è la fonte ufficiale e lo pubblica ogni giorno, e da lì arriva nella tua bolletta. Se hai una tariffa indicizzata lo paghi quasi in diretta, se ce l’hai fissa il PUN dice solo se il prezzo che hai bloccato era un affare. Hai visto che è salito e poche settimane dopo la bolletta era più alta, oppure che è ai minimi e non sai se bloccare o aspettare.
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Risposta rapida
Il PUN (Prezzo Unico Nazionale) è il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia, determinato ogni giorno nelle aste del mercato elettrico. Se sei su una tariffa indicizzata, il tuo costo dell’energia segue il PUN mese per mese. Se sei su una tariffa fissa, il PUN non ti tocca finché dura il contratto. Il PUN sale in inverno, in periodi di scarsità di offerta, o quando i prezzi del gas europeo (TTF) aumentano.
Verdetto: conviene la tariffa fissa o quella indicizzata al PUN
Il criterio, in una riga: si blocca un prezzo fisso quando il PUN è basso, si resta indicizzati quando il PUN è alto e i consumi si possono spostare nelle ore più economiche. La fissa compra una spesa prevedibile, l’indicizzata il ribasso del mercato. Le due strutture a confronto sullo stesso esempio:
| Cosa cambia | Tariffa fissa | Indicizzata al PUN |
|---|---|---|
| Prezzo dell’energia | bloccato per la durata del contratto, di solito 12 o 24 mesi | PUN del mese precedente più lo spread fisso del fornitore |
| Il conto con PUN a 90 €/MWh e spread di 15 €/MWh | paghi il prezzo di contratto, qualunque cosa faccia il mercato | 90 + 15 = 105 €/MWh, cioè 0,105 €/kWh |
| Se il PUN sale | la componente energia non si muove | la componente energia sale con il mercato |
| Se il PUN scende | resti sul prezzo bloccato | la bolletta scende con il mercato |
| Conviene quando | il PUN è basso e vuoi una spesa prevedibile | il PUN è alto e puoi spostare i consumi |
Quando conviene la tariffa fissa
- Il PUN è ai minimi storici o comunque basso: bloccarlo per 24 mesi è un buon affare.
- Vuoi certezza sui costi, con un budget familiare prevedibile mese per mese.
- Il contesto geopolitico o macroeconomico fa prevedere rialzi dei prezzi energetici.
Quando conviene la tariffa indicizzata
- Il PUN è già alto: una fissa firmata adesso ti blocca su quel costo anche se il mercato scende.
- Hai consumi flessibili e puoi spostare i carichi nelle ore notturne o nel weekend.
- Preferisci seguire il mercato e agire quando ci sono opportunità.
Per le famiglie italiane medie, negli ultimi anni la tariffa fissa ha dato più serenità. Il modo più rapido per decidere resta confrontare le offerte fisse e variabili disponibili oggi per la tua zona, che trovi nelle migliori offerte luce. Se hai un impianto fotovoltaico la scelta cambia parecchio: leggi le offerte luce per chi produce energia in casa.
Come il PUN entra in bolletta e muove la spesa per energia elettrica
Il PUN muove una sola voce della bolletta, la componente energia, e la muove soltanto se la tua tariffa è indicizzata: su una tariffa fissa il prezzo dell’energia resta quello firmato fino alla scadenza del contratto, qualunque cosa facciano le aste del mercato all’ingrosso.
Tariffa indicizzata al PUN (o PLACET variabile)
Il prezzo dell’energia che paghi ogni mese segue il PUN del mese precedente, con uno spread fisso aggiunto dal fornitore: è la struttura più trasparente e insieme la più mossa. Come illustrato nell’articolo sulla bolletta luce aumentata, i picchi del PUN si trasmettono direttamente alla bolletta di chi è su tariffe indicizzate.
Tariffa fissa
Il prezzo dell’energia è bloccato per la durata del contratto, di solito 12 o 24 mesi, indipendentemente da dove va il PUN: il rischio di mercato se lo assume il fornitore, e lo prezza nel contratto.
Il PUN non è tutto
Vale la pena ripeterlo: il PUN influenza solo la componente energia, che è solo una parte della bolletta totale. Trasporto, oneri di sistema e imposte non cambiano con il PUN. Quindi anche quando il PUN raddoppia, la bolletta non raddoppia.
Cos’è il PUN, in linguaggio normale

Il PUN è il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica: è il prezzo a cui i produttori di energia (centrali elettriche, parchi eolici, fotovoltaici, e via dicendo) vendono l’energia ai fornitori commerciali sul mercato all’ingrosso italiano, e da lì arriva alla tua bolletta.
Funziona come una borsa valori, ma invece di azioni si compra e si vende energia elettrica: dove domanda e offerta si incontrano si forma il prezzo, e quel prezzo, calcolato come media pesata su tutto il territorio italiano, è il PUN.
Il PUN è espresso in €/MWh (euro per megawattora). Per tradurlo in €/kWh (come compare in bolletta) basta dividere per 1.000: un PUN di 90 €/MWh corrisponde a 0,09 €/kWh di costo base dell’energia.
Al PUN il fornitore aggiunge il suo margine commerciale e la quota fissa, poi arrivano trasporto, oneri e imposte: la guida su come leggere la bolletta della luce le spiega una per una.
Come viene fissato ogni giorno
Il prezzo lo fanno le aste del Mercato del Giorno Prima (MGP), gestite dal GME (Gestore dei Mercati Energetici): i produttori offrono l’energia ora per ora, i fornitori la comprano, e il GME incrocia le due curve. Il PUN mensile che leggi nelle notizie è la media di quei prezzi orari, e dietro alla media le variazioni sono enormi: in un’ora di picco invernale il prezzo può essere 3-4 volte quello di un’ora notturna estiva.
I fattori che fanno salire il PUN sono quattro:
- Freddo invernale: sale la domanda per il riscaldamento, soprattutto con le pompe di calore, e scende la produzione solare.
- Gas europeo caro: una parte dell’energia italiana esce ancora da centrali a gas, e se il gas costa di più il PUN sale con lui.
- Poche rinnovabili: un anno con poca pioggia o poco vento toglie dal mercato energia a basso costo.
- Crisi geopolitiche: le interruzioni nei flussi di gas naturale, come quelle del 2022, causano picchi estremi.
Dove si segue l’andamento del PUN
I dati ufficiali del PUN sono pubblici e gratuiti: il GME pubblica i prezzi orari e le medie mensili, ARERA aggiorna ogni trimestre le componenti tariffarie collegate. Tre punti fissi bastano per tenere d’occhio il mercato senza doverlo cercare ogni volta.
- GME: Gestore dei Mercati Energetici: dati storici mensili e report statistico, scaricabili liberamente.
- ARERA: pubblica trimestralmente le componenti tariffarie legate all’andamento del PUN per chi è in tutela.
- Alert Wattora: ti segnaliamo quando il PUN scende ai minimi degli ultimi mesi, il momento più favorevole per bloccare una tariffa fissa. Si attivano gratis durante il confronto.
Da ricordare
- Il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica, determinato ogni giorno sul mercato. Sale in inverno e quando il gas europeo costa di più.
- Su una tariffa indicizzata, la tua bolletta segue il PUN del mese precedente. Su una fissa, il PUN non ti tocca per la durata del contratto.
- Il PUN incide solo sulla componente energia (solo una parte della bolletta): anche quando raddoppia, la bolletta totale non raddoppia.
- Quando il PUN è basso è il momento buono per bloccare il prezzo.
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Fonti e ultima verifica
Il valore del PUN più recente che Wattora riporta in questa guida è il PUN medio di settembre 2026, pari a 0,2075 €/kWh, aggiornato il 06/10/2026 (Fonte: ARERA, corrispettivo CELD del Servizio a tutele graduali diviso 1,10, elaborazione Wattora · licenza CC BY-SA 4.0); le componenti tariffarie collegate le aggiorna ARERA ogni trimestre, ed è già linkata nel testo qui sopra.
- Valore del PUN: media mensile ricavata da Wattora dai dati ARERA, aggiornata il 06/10/2026. Fonte: ARERA, corrispettivo CELD del Servizio a tutele graduali diviso 1,10, elaborazione Wattora · licenza CC BY-SA 4.0.
- Componenti tariffarie: ARERA, arera.it.
Domande frequenti
Il PUN varia ogni giorno?
Sì. Viene determinato ogni giorno per ogni ora del giorno successivo attraverso le aste sul Mercato del Giorno Prima. Il valore citato nelle notizie è di solito la media mensile. Ma tecnicamente il PUN orario può variare molto anche nell’arco della stessa giornata.
Cosa succede alla mia bolletta se il PUN raddoppia?
Se sei su tariffa indicizzata, il costo della componente energia aumenta in proporzione. Ma trasporto, oneri e imposte rimangono invariati. Siccome la componente energia è solo una parte del totale, la bolletta complessiva non raddoppia.
Una tariffa fissa è sempre meglio di una indicizzata al PUN?
Non esiste una risposta universale. La fissa protegge dai rialzi ma non beneficia dei ribassi. La indicizzata fa il contrario. La scelta dipende dall’andamento attuale del PUN e dalla propria propensione al rischio.
Dove trovo il PUN aggiornato ogni mese?
Sul sito del GME (Gestore dei Mercati Energetici), che pubblica i dati storici liberamente. Wattora monitora l’andamento e invia alert agli utenti iscritti quando ci sono variazioni significative.
Per il gas esiste un indice come il PUN?
Sì, si chiama TTF (Title Transfer Facility) ed è il principale indice europeo del gas naturale. Le tariffe gas indicizzate di solito fanno riferimento al TTF invece che al PUN.
Se il PUN è attualmente basso e vuoi valutare una tariffa fissa per proteggerti da eventuali rialzi, questo potrebbe essere il momento giusto per confrontare. Vedi le offerte disponibili oggi.
Questo articolo ha scopo informativo. Il PUN cambia in continuazione. Per i dati aggiornati consulta il sito ufficiale del GME (Gestore dei Mercati Energetici) o il sito ARERA.
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