Come cambiare

Obbligo mercato libero: cosa succede se non scegli

Scrivania con pila di documenti e penna, luce calda da lampada da tavolo



Non hai mai scelto un fornitore di mercato libero, e ti chiedi se esista davvero un “obbligo mercato libero” che ti riguarda. Forse perché non avevi tempo, forse perché sembrava complicato, forse perché qualcuno ti aveva detto di aspettare. Nel frattempo, il mercato tutelato è finito, e probabilmente paghi una tariffa di transizione che non hai scelto tu. Ecco cosa sta succedendo sulla tua bolletta, e come uscirne quando vuoi.

Risposta rapida

Un obbligo mercato libero con sanzione non esiste. Se non hai scelto un fornitore e non sei un cliente vulnerabile, sei quasi certamente nel Servizio a Tutele Graduali (STG): un regime di transizione in cui sei stato assegnato automaticamente a un fornitore selezionato da ARERA tramite aste. Non è illegale, ma il prezzo del STG è spesso superiore alle migliori offerte del mercato libero. Puoi uscirne in qualsiasi momento, senza penali.

La fine del mercato tutelato: il calendario aggiornato 2026

La liberalizzazione del mercato energetico italiano ha seguito un calendario preciso, con più proroghe rispetto ai piani iniziali. Ecco lo stato attuale:

  • Gas domestico: clienti non vulnerabili: tutela terminata il 1° gennaio 2024 (ARERA, fine tutela gas). Chi non aveva scelto è stato trasferito al STG gas.
  • Energia elettrica: clienti non vulnerabili: uscita dalla tutela completata il 1° luglio 2024 (ARERA, fine tutela elettricità), data fissata dal decreto-legge 181/2023 convertito in legge 11/2024. Chi non aveva scelto è stato assegnato al STG elettrico tramite aste territoriali.
  • Clienti vulnerabili (luce e gas): restano nel Servizio di Tutela ARERA senza una scadenza definitiva annunciata. Il Servizio di Tutela è diverso dal STG: ha condizioni ARERA e protezioni maggiori.

La differenza importante: il Servizio di Tutela (per i vulnerabili) e il Servizio a Tutele Graduali (per chi non ha scelto) sono due cose diverse. Il primo ha protezioni normative garantite; il secondo è un regime transitorio con condizioni meno favorevoli. Per capire se rientri tra i clienti vulnerabili, leggi l’articolo su mercato libero vs tutelato.

Obbligo mercato libero: cosa succede a chi non sceglie

Se sei un cliente non vulnerabile che non aveva ancora scelto un fornitore di mercato libero alla data di chiusura della tutela, ARERA ha gestito la transizione così:

  1. Il territorio italiano è stato diviso in zone geografiche.
  2. Per ogni zona, ARERA ha indetto aste competitive tra i fornitori energetici.
  3. I fornitori hanno fatto offerte per aggiudicarsi i clienti di quella zona a un determinato prezzo.
  4. I clienti senza scelta attiva sono stati automaticamente assegnati al fornitore vincitore dell’asta nella loro zona.

L’obbligo mercato libero, in senso stretto, non esiste: non c’è una multa per chi non sceglie. Ma la conseguenza pratica è che qualcun altro ha scelto al posto tuo, e il prezzo che ti è stato assegnato potrebbe non essere tra i più convenienti per il tuo profilo.

Hai ricevuto una comunicazione dal tuo vecchio fornitore (o da un nuovo fornitore che non conoscevi) con i dettagli del passaggio al STG. Se non l’hai letta o l’hai buttata, puoi verificare la tua situazione attuale nell’area clienti online o guardando l’intestazione della bolletta più recente.

Il Servizio a Tutele Graduali (STG): come funziona e quanto costa

Il STG è il regime in cui ti trovi se non hai scelto. Ecco le caratteristiche principali:

Il prezzo

Il prezzo del STG lo fissa l’asta vinta dal fornitore nella tua zona: non è un prezzo ARERA fisso, ma il risultato della competizione tra fornitori, e cambia da zona a zona. Può risultare più alto o più basso delle offerte di oggi, a seconda di quale scegli. Attenzione però: la Relazione Annuale ARERA 2026 segnala che in media chi è già nel mercato libero paga più di chi sta nei servizi di tutela. Quella media però comprende chi non ha mai confrontato nulla dal trasferimento: fotografa le scelte fatte, non il prezzo che puoi ottenere oggi. Nel mercato libero il prezzo dipende dalla tua scelta, nello STG lo decide un’asta a cui non partecipi.

Mettendo i numeri in prospettiva: il risparmio reale dipende dall’offerta che scegli rispetto al prezzo STG della tua zona. Usa il comparatore per vedere la differenza sul tuo consumo specifico, invece di affidarti a una percentuale media nazionale che nasconde grandi differenze tra un’offerta scelta bene e una scelta a caso. Per farti un’idea del tuo consumo di partenza, l’articolo sul consumo medio di una famiglia italiana offre i dati di confronto.

La flessibilità

Dal STG puoi uscire in qualsiasi momento, senza penali e senza preavviso minimo obbligatorio. Il processo è identico a qualsiasi cambio fornitore: trovi un’offerta, firmi, e il passaggio avviene in 30-60 giorni.

Le protezioni

Il STG mantiene alcune protezioni normative di base (fatturazione minima, modalità di reclamo, ecc.) ma non ha il livello di garanzie del vecchio mercato tutelato. È un regime pensato come transitorio, non come soluzione permanente.

Se sei nel STG e vuoi confrontare cosa paghi rispetto alle alternative, usa il comparatore Wattora: in 60 secondi vedi il risparmio annuo stimato rispetto alla tua situazione attuale.

Hai ancora tempo per scegliere con calma?

Sì: nessun obbligo mercato libero fissa una scadenza entro cui scegliere, pena una sanzione. Il STG continua finché non decidi di uscirne.

Ma “con calma” non significa “tra qualche anno”. Ogni mese nel STG a un prezzo più alto del necessario è un costo che non recuperi mai. Se il tuo STG è del 15% più caro di una buona offerta fissa di mercato libero, e il tuo costo attuale è di €80/mese, stai lasciando circa €12/mese, oltre €140/anno, sul tavolo senza motivo.

Obbligo mercato libero: costo mensile nel STG e differenza rispetto a una buona offerta fissa
Il costo di restare fermi, sui valori citati nell’articolo (elaborazione Wattora, agosto 2026).

Il momento giusto per scegliere è quando trovi un’offerta che ti convince. Non serve aspettare una condizione di mercato particolare o un momento dell’anno specifico. L’unica eccezione: se il PUN è ai massimi storici e stai valutando una tariffa indicizzata, potrebbe convenire aspettare un ribasso prima di firmare. Ma per una tariffa fissa, il momento migliore è semplicemente adesso.

Come uscire dal STG e passare a un’offerta migliore

Il processo è identico a qualsiasi cambio fornitore. In sintesi:

  1. Trova il codice POD (luce) o PDR (gas) sulla tua bolletta STG attuale.
  2. Confronta le offerte disponibili per la tua zona e il tuo profilo di consumo.
  3. Scegli un’offerta: preferibilmente con prezzo fisso se vuoi certezza sui costi.
  4. Firma il contratto online: richiede 10-15 minuti.
  5. Aspetta 30-60 giorni per il passaggio effettivo. Nel frattempo continui nel STG.

Non devi comunicare nulla al fornitore del STG. Il vecchio contratto si chiude automaticamente alla data di switching. Riceverai una bolletta di chiusura finale.

Per i dettagli completi sull’attivazione, la guida completa al cambio fornitore ti accompagna passo per passo. Se vuoi capire i tempi prima di decidere, l’articolo sui tempi di cambio fornitore spiega ogni fase della timeline.

Vale anche la pena verificare se hai diritto al bonus sociale: questo non si perde con il cambio fornitore e può aggiungere un ulteriore risparmio. Tutti i dettagli nell’articolo sul bonus sociale luce e gas.

Da ricordare

  • Se non hai scelto un fornitore libero e non sei cliente vulnerabile, sei quasi certamente nel STG: un regime transitorio spesso più caro delle migliori offerte di mercato.
  • Nessun obbligo mercato libero con sanzione ti impone di scegliere, ma restare nel STG a lungo ha un costo economico reale.
  • Puoi uscire dal STG in qualsiasi momento, senza penali, con un normale cambio fornitore.
  • I clienti vulnerabili (over 75, bonus sociale, disabili) restano nel Servizio di Tutela ARERA: diverso e più protetto del STG.

Se sei nel STG, hai tutto da guadagnare a confrontare. Non c’è penale di uscita, non c’è rischio: solo la possibilità di risparmiare qualcosa ogni mese. Vedi le offerte disponibili per la tua zona: gratis, in 60 secondi.

Domande frequenti

Obbligo mercato libero: esiste una legge che lo impone?

Un obbligo mercato libero sanzionato non esiste. Chi non ha scelto è stato assegnato automaticamente al STG: non è illegale, ma significa pagare il prezzo deciso da qualcun altro al posto tuo, spesso più alto delle migliori offerte disponibili.

Come faccio a sapere se sono nel STG?

Guarda la bolletta più recente: nell’intestazione o nella sezione tipo di contratto trovi la dicitura “Servizio a Tutele Graduali” o “STG”. Se non ricordi di aver mai scelto un’offerta libera e non sei cliente vulnerabile, è molto probabile che tu sia nel STG.

Il STG ha una scadenza?

Non ha una data di fine fissa, ma è un regime temporaneo di transizione. Le condizioni vengono riviste periodicamente tramite nuove aste ARERA. Non è pensato come soluzione permanente vantaggiosa.

Posso uscire dal STG in qualsiasi momento?

Sì, senza penali e senza vincoli di durata minima. Basta trovare un’offerta, firmare il contratto online, e il passaggio avviene in 30-60 giorni senza interruzione della fornitura.

Il STG è più caro del mercato libero?

In genere sì. I prezzi STG sono spesso superiori alle migliori offerte del mercato libero, specialmente per i consumi nella media. È un servizio di transizione, non un’offerta ottimizzata per il risparmio del consumatore.

Se sei nel STG e non hai mai confrontato le alternative, questo potrebbe essere il momento per farlo. Richiede 60 secondi e non impegna a nulla. Vedi le offerte disponibili nella tua zona.

Questo articolo ha scopo informativo. La normativa sul Servizio a Tutele Graduali e le condizioni di accesso al Servizio di Tutela per i clienti vulnerabili sono soggette ad aggiornamenti. Per le informazioni ufficiali fai riferimento al sito di ARERA e alle delibere vigenti.


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