Guardi la bolletta della luce e trovi una voce chiamata “oneri di sistema” che da sola vale il 10% del totale, secondo i dati ufficiali ARERA del II trimestre 2026. E non hai la minima idea di cosa tu stia finanziando. Purtroppo non puoi eliminarla, ma almeno puoi capire cosa ci sta dentro, e perché è lì.
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Risposta rapida
Gli oneri di sistema in bolletta sono costi collettivi fissati da ARERA, uguali per tutti i consumatori italiani. Finanziano gli incentivi alle energie rinnovabili, lo smantellamento delle vecchie centrali nucleari, le agevolazioni per le industrie energivore e il bonus sociale per le famiglie in difficoltà. Non dipendono dal fornitore scelto: cambiarli non è possibile, ma almeno sapere cosa sono aiuta a leggere la bolletta con occhio critico.
Oneri di sistema bolletta: cosa sono e perché li paghi tu
Gli oneri di sistema in bolletta non sono un guadagno del tuo fornitore. Sono costi collettivi del sistema energetico nazionale che vengono spalmati su tutti i consumatori attraverso le bollette. Il fornitore li raccoglie per conto dello Stato e li versa alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA).
In pratica funziona così: alcune politiche energetiche generano costi (incentivi alle rinnovabili, dismissione del nucleare, sconti alle grandi industrie) che qualcuno deve pagare. La scelta, fatta decenni fa, è stata di socializzarli: tutti i consumatori di energia elettrica contribuiscono, proporzionalmente ai propri consumi.
Il risultato lo leggi negli oneri di sistema. Bolletta della luce alla mano, valgono il 10% del totale lordo nel II trimestre 2026, invariati rispetto al trimestre precedente (ARERA, comunicato 30 marzo 2026). Un importo significativo, su cui però il singolo consumatore non ha leva diretta.
Le componenti ASOS e ARIM: cosa significa ognuna oggi
Quando leggi la bolletta della luce nel dettaglio, trovi le singole componenti degli oneri di sistema. Dal 1° gennaio 2023 la struttura è cambiata: la vecchia componente A2 (nucleare) è stata soppressa e spostata sulla fiscalità generale, quindi oggi in bolletta trovi solo due macro-componenti, ASOS e ARIM (ARERA, oneri generali di sistema). Eccole spiegate senza acronimi inutili:
ASOS: sostegno alle rinnovabili e alle imprese energivore
È la voce più pesante: da sola vale il 94,59% degli oneri generali di sistema nel II trimestre 2026 (ARERA, comunicato 30 marzo 2026). Si divide in due parti: il 69,34% finanzia gli incentivi storici alle fonti rinnovabili, il vecchio Conto Energia per il fotovoltaico e i certificati verdi per eolico e idroelettrico; il 25,25% copre le agevolazioni tariffarie alle imprese a forte consumo di energia elettrica, le cosiddette energivore. Il fabbisogno della parte rinnovabili ha avuto il suo picco nel 2015, con un costo complessivo di circa 16,7 miliardi di euro, per poi calare progressivamente.
Fuori dagli oneri di sistema: bolletta senza nucleare dal 2023
Fino al 2022 esisteva una componente separata, la A2, che finanziava lo smantellamento delle centrali nucleari italiane dismesse dopo il referendum del 1987. Dal 1° gennaio 2023 quei costi sono stati fiscalizzati: tolti dalla bolletta e spostati sulla fiscalità generale, quindi oggi non li paghi più come voce degli oneri di sistema (ARERA, oneri generali di sistema). Se trovi ancora la sigla A2 su una guida, è un riferimento superato.
ARIM: i restanti oneri generali
Copre il 5,41% degli oneri generali di sistema (ARERA, comunicato 30 marzo 2026), suddivisi tra i regimi tariffari speciali per il trasporto ferroviario universale e merci (4,75%) e le misure per l’efficienza energetica (0,66%). Non finanzia la riserva di capacità produttiva: quel costo rientra nella spesa per il dispacciamento, non negli oneri di sistema.
Le agevolazioni energivore sono dentro ASOS, non una voce a parte
Alcune grandi industrie ad alto consumo energetico (acciaio, alluminio, chimica) beneficiano di aliquote ridotte sulla componente ASOS per mantenere la competitività internazionale. Non è una voce separata in bolletta: è la parte “AeSOS” descritta sopra, il 25,25% della ASOS totale. La differenza rispetto alla tariffa piena viene finanziata dagli altri consumatori, incluse le famiglie domestiche.
La MCT è stata eliminata nel 2023
Fino al 2022 la componente MCT compensava le differenze di costo della trasmissione tra zone geografiche. Dal 1° gennaio 2023 è stata soppressa insieme alla A2, nello stesso intervento di fiscalizzazione degli oneri nucleari (ARERA, oneri generali di sistema). Oggi non compare più come voce a sé in bolletta.

Quanto pesano gli oneri di sistema, bolletta per bolletta
Per dare un’idea concreta: su una famiglia italiana media con un consumo di 2.700 kWh/anno, gli oneri di sistema, bolletta dopo bolletta, valgono circa €82 all’anno (stima Wattora: 2.700 kWh × 3,03 c€/kWh, la componente oneri di sistema ufficiale del II trimestre 2026, ARERA). Su una famiglia con consumi più alti (4.000+ kWh/anno, casa indipendente, clima freddo) si arriva indicativamente a €120 o più, in proporzione ai kWh consumati (stima Wattora con lo stesso calcolo).
La quota è parzialmente fissa (una parte è in €/giorno, indipendente dai consumi) e parzialmente variabile (in €/kWh). I valori precisi vengono aggiornati ogni trimestre da ARERA e pubblicati sul sito ufficiale ARERA.
Confrontando la struttura degli oneri con quella del PUN, si capisce perché il prezzo finale dell’energia non scende in modo proporzionale anche quando il mercato all’ingrosso cala. Se il PUN si dimezza ma gli oneri rimangono stabili, la bolletta scende molto meno del 50%. Per capire come il PUN influisce sul totale, leggi l’articolo dedicato al PUN energia.
Gli oneri di sistema bolletta sono uguali per tutti i fornitori?
Sì, completamente. Gli oneri di sistema in bolletta sono identici per tutti i consumatori domestici italiani con lo stesso profilo di consumo, indipendentemente dal fornitore scelto, dalla zona geografica (con piccole eccezioni legate alla MCT) e dal tipo di offerta (fissa o variabile).
Nessun fornitore può fare leva sugli oneri di sistema: bolletta più bassa per quella via non la trovi. Chi pubblicizza “bollette senza oneri di sistema” o “oneri ridotti” sta usando un linguaggio ingannevole: in realtà sposta quei costi altrove nella struttura tariffaria.
L’unica variabile reale tra i fornitori è la spesa per la materia energia: il prezzo in €/kWh e la quota fissa mensile. È su quella parte che vale la pena confrontarsi e, se necessario, cambiare. Trovi le offerte più convenienti del momento nella guida alle migliori offerte luce.
Si può fare qualcosa per ridurli?
Non direttamente. Gli oneri di sistema non sono negoziabili e non dipendono dal fornitore. Ma ci sono due eccezioni che vale la pena conoscere:
Il bonus sociale energia
Le famiglie con ISEE sotto soglia hanno diritto al bonus sociale luce e gas, che si applica come sconto sull’intera bolletta, inclusa la componente degli oneri. Non elimina gli oneri, ma riduce proporzionalmente il totale che paghi. I dettagli su come richiederlo sono nell’articolo dedicato al bonus sociale luce e gas.
Ridurre i consumi
La parte variabile degli oneri è proporzionale ai kWh consumati. Consumare meno: con elettrodomestici efficienti, abitudini migliori o un impianto fotovoltaico: riduce anche la quota variabile degli oneri. Non li elimina, ma scala proporzionalmente.
Autoproduzione con fotovoltaico
Chi produce energia con il fotovoltaico e la autoconsuma direttamente non paga gli oneri di sistema sulla quota autoconsumata. È uno dei motivi per cui il fotovoltaico residenziale ha un ritorno sull’investimento interessante in Italia, dove gli oneri pesano più che in altri paesi europei.
Da ricordare
- Gli oneri di sistema in bolletta finanziano rinnovabili, dismissione nucleare, agevolazioni industriali e sicurezza della rete, non sono un guadagno del fornitore.
- Pesano il 10% del totale della bolletta nel II trimestre 2026 e vengono aggiornati ogni trimestre da ARERA.
- Sono identici per tutti i fornitori: nessun cambio di contratto li riduce.
- Il bonus sociale e il fotovoltaico sono gli unici strumenti che possono abbassare l’impatto di questa voce.
Gli oneri non cambiano con il fornitore, ma la parte energia sì, ed è lì che si gioca il risparmio reale. Vuoi sapere quanto potresti risparmiare sulla componente energia? Confronta in 60 secondi.
Domande frequenti
Gli oneri di sistema cambiano se cambio fornitore?
No. Sono fissati da ARERA e identici per tutti i consumatori domestici, indipendentemente dal fornitore. L’unica parte che cambia è la spesa per la materia energia.
Con quale frequenza cambiano gli oneri di sistema?
ARERA aggiorna i valori ogni trimestre (gennaio, aprile, luglio, ottobre). Le variazioni possono essere in aumento o in diminuzione. I nuovi valori vengono pubblicati sul sito ARERA con qualche settimana di anticipo.
La componente A2 esiste ancora in bolletta?
No. Fino al 2022 esisteva la componente A2, che finanziava la dismissione degli impianti nucleari italiani. Dal 1° gennaio 2023 è stata fiscalizzata e non compare più in bolletta. Oggi la voce più pesante è ASOS: finanzia gli incentivi alle fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico) e le agevolazioni alle imprese energivore.
Perché pago gli incentivi alle rinnovabili se non ho il fotovoltaico?
Gli incentivi erogati per anni a chi installava impianti vengono recuperati da tutti i consumatori attraverso gli oneri di sistema. È un meccanismo di socializzazione dei costi della transizione energetica.
Il bonus sociale riduce anche gli oneri di sistema?
Sì. Il bonus sociale si applica come sconto sull’intera bolletta, inclusa la quota degli oneri di sistema. Chi ha diritto al bonus vede ridotta proporzionalmente anche questa voce.
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Questo articolo ha scopo informativo. I valori degli oneri di sistema vengono aggiornati trimestralmente da ARERA. Per i dati più recenti consulta il sito ufficiale di ARERA.
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